Civico Museo Archeologico di Sesto Calende

    
Tipologia luogo
Indirizzo
Piazza Mazzini 1, 21018 Sesto Calende (Va)
Comune
Periodo Artistico Culturale
Preistoria
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Il museo archeologico di Sesto Calende rappresenta un punto nodale per l’arte e la storia archeologica del territorio  limitrofo al lago Maggiore ed al Ticino ed alle zone circostanti.

Attraverso la raccolta di reperti archeologici costituiti da oggetti e soprattutto da corredi di antiche tombe, esso diventa voce principale e fondamentale per la conoscenza della Cultura di Golasecca che,  tra i principali insediamenti protostorici con  maggiori concentrazioni demografiche dell’Italia settentrionale, si insediò a partire daI I millenio a. C. nella zona di confine tra la Lombardia occidentale e il Piemonte orientale, creando una cultura originale,  particolarmente  influenzata dagli etruschi e dai celti.

Essa attraversò diverse fasi che la condussero a partire dal IX ad una costante fioritura fin verso il V sec. A. C.

La maggior parte della conoscenza di questa popolazione deriva dalle scoperte effettuate grazie al lavoro di scavo ed al  ritrovamento di necropoli nella zona compresa tra Golasecca, Castelletto sopra Ticino e Sesto Calende.  Il materiale riemerso ha così fornito utili informazioni non soltanto sulle usanze funebri ma anche sui diversi aspetti della vita quotidiana.

Il museo raccoglie questo prezioso patrimonio che comprende vasellame, utensili per l’igiene e l’abbigliamento,  manufatti di ornamento in corallo,  metallo e ambra, urne cinerarie e corredi tombali nella loro interezza.

Sicuramente l’oggetto più importante e di maggiore interesse è la Tomba del Tripode,  appartenente circa al VI sec a. C.,  sepolcro rinvenuto nella necropoli in zona Mulini Bellaria. Essa consiste nell’urna cineraria e nel  corredo funerario di una donna di alto rango, ben conservato e composto da più reperti che giungono a noi come testimonianza di usi e costumi della Cultura di Golasecca.

Un altro elemento decisamente importante della raccolta è il collo di un bicchiere con leggibili iscrizioni, importanti simboli della lingua italica di derivazione etrusca, basata sul cosiddetto “alfabeto di Lugano”

La zona archeologica del museo comprende poi una esposizione di reperti di età precedente alla Cultura di Golasecca ed altri  posteriori che, dal periodo gallico, attraverso quello romano, giungono sino all’insediamento medievale di Sesto Calende.

I pezzi di epoca medievale esposti evidenziano una Sesto Calende fiorente,  sviluppata soprattutto intorno all’abazia di San Donato. Da qui provengono due plutei antichi, mentre altri preziosi oggetti sono giunti dalla collezione Bellini.

Il museo, nato nei primi anni del dopoguerra e ufficializzato nel 1954 dalla Sovrintendenza alle Antichità, nacque inizialmente come raccolta ed esposizione archeologica ma, successivamente, venne ampliato e in questi spazi si sono poi sviluppate una Pinacoteca ed un’area Naturalistica.  In quest’ultima è raccolta una preziosa collezione di fossili pliocenici ritrovati in massima parte a Cheglio di Taino, situato sulla riva varesina del Lago Maggiore. Il materiale è stato recentemente classificato e include differenti specie  vegetali e animali.

A tutt’oggi l’area museale appartiene al SiMArch, il Sistema Museale Archeologico della Provincia di Varese e alla Rete Museale “Alto Medioevo Lombardo V – XI secolo”

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