Cresta Signal al Monte Rosa (Punta Gnifetti) - A lezione di misto con la guida alpina Paolo Paglino

La Cresta Signal, è ritenuta una delle creste più belle delle alpi non per la sua difficoltà ma per la sua bellezza ed eleganza.

Dal parco del Ticino, nelle giornate limpide, lo sguardo prima o poi viene catturato dal massiccio del Monte Rosa. In centro si riesce ad ammirare la Cresta Signal, che divide il versante sud della Valsesia (Alagna Valsesia) da quello est della Valle Anzasca (Macugnaga).

Dai pressi del Bivacco Resegotti, punto di appoggio per effettuare l'ascensione, possiamo ammirare questa splendida parete con al centro la cresta.

linea cresta signal punta gnifetti

La parete della punta Gnifetti vista dai pressi del Bivacco Resegotti

 

La Signal è sempre stata una delle via che mi sarrebbe piaciuto percorrere, specialmente dopo averla ammirata dalla Capanna Margherita.

cresta signal vista dalla capanna margherita

La cresta Signal vista dalla balconata della Capanna Margherita in cima alla punta Gnifetti

 

Venendo al mio breve racconto, inzierei da come ho conosciuto Paolo Paglino, nota guida alpina della Valsesia.

L'estate scorsa, quando un giorno, Eleonora ed io, capitammo per caso a Rassa, uno splendido paesino della val Sorba, stavo ammirando il paese dall'antico ponticello sul torrente, quando mi passo vicino una persona con uno sguardo sorridente e rilassato e cosi mi venne spontaneo dirgli  "Certo che qui vivete veramente in pace", lui rispose sorridendo in modo affermativo e mi indico il posto dove viveva, proprio li a pochi passi,  la Locanda Margherita.

Iniziammo a chiacchierare, e lui conosceva tutto sia di Rassa ma anche delle montagne che ci circondavano. Gli chiesi se arrampicava, e lui mi rispose di si. Scopri ben presto che era una guida alpina, e così iniziai a bombardarlo di domande, finalmente avevo la possibilità di parlare con un esperto delle vie alpinistiche del Monte Rosa.

Diventammo amici anche per via del nostro progetto ilpiedeverde.

Quest'anno, una mattina mentre eravamo alla falesia del Cuore ad arrampicare dalle parti di Mollia, Paolo, che sapeva quanto ci tenevo ad andare alla Cresta Signal, quasi per scherzo, almeno io pensavo, mi disse, "Sto quasi pensando di andare alla Signal, le previsione per domani sono buone". Al che risposi immediatamente "Dai non scherzare, che poi andiamo con qualsiasi tempo !! ".

Continuammo ad arrampicare, qualche tiro e poi tornammo a casa stanchi. Dopo un po' di ore, suonò il telefono, era Paolo, che mi disse, "Senti, le previsioni sono in miglioramento. Direi che se ti va, possiamo andare questa sera a mangiare una pizza ad Alagna con Eleonora ed Anita e poi dopo partiamo per la Signal", non ci credevo, ero solo all'inizio dei quattro mesi che sarei stato in questa valle e subito avevo la possibilità di percorrere la cresta Signal, e cosi chiaramente gli dissi "fantastico, andiamo".

Alle 18.00 ero a casa di Paolo a Rassa, una splendida "Gruggia", come chiamano le case a Rassa. Paolo, tra le mille cose che fa, gestisce con Anita un Bed&Brekfast (La Locanda Margherita). Alla locanda preparammo gli zaini prendendo poche cose, il necessario per la salita ma cercando di essere leggeri visto che il percorso era veramente lungo e impegnativo.

Avremmo dovuto salire per circa 3300 metri dislivello, di cui una parte di notte e con molta probabilità avremo trovato un bel po' di neve fresca sulla via.

In pizzeria ci raggiunsero degli amici di Paolo, e mentre si chiacchierava inizio a piovere, ma alle 23.00, sotto una pioggia fitta decidemmo comunque di partire verso il bivacco Resegotti, con la speranza che la mattina successiva il tempo fosse bello come dicevano le previsioni.

Le ore notturne ci regalarono uno spettacolo pirotecnico con dei lampi grandiosi in lontananza che illuminavano il cielo. Ogni tanto, proprio sopra di noi, si intravedeva qualche timida stella, e noi esultavamo, ma poi nuovamente la pioggia ... ma noi continuavamo a sperare al meglio.

salita notturna al resegotti - paolo si mette le ghette sotto la pioggia

Al rifugio Barba Ferrero ci fermammo cinque minuti, intanto ricomincio a piovere con più intensità, ci venne da ridere e scerzare e tra una battuta e l'altra si ripartì lungo il ripido sentiero che ci portava verso il ghiacciaio delle Locce.

Paolo, nonostante il buio della notte, saliva sicuro la morena interrota dai torrenti che scendevano a valle, davanti a noi finalmente il ghiacciaio delle Locce ci saluto ridendo delle mie scarpe da ginnastica completamente bagnate, ma ora avrei potuto mettermi gli scarponi asciutti che portavo nello zaino.

stanco bagnato ma felice - inizia il ghicciaio delle locce

Era la prima volta che venivo da queste parti e tutto veniva percerpitò con delle sensazioni più intense, come quando raggiungemmo la fine del ghiacciaio delle Locce e iniziammo la breve arrampicata che ci portò alle 4.30 al bivacco.

arrivo al resegotti

Al Resegotti ci concedemmo una pausa di mezz'ora.

Guardai Paolo, mentre stava preparando il the, e pensai a quando lui anni fa, mentre si preparava per una spedizione in himalaya, fece la Signal partendo dalle Acque Bianche in 4 ore e 30, per me è inconcepibile, ci avevamo impiegato più di cinque ore solo ad arrivare al Resegotti, e la via era anora sopra di noi. Ma per fortuna, la montagna permette a tutti di trovare la propria piccola avventura in modalità diverse.

Fuori iniziava ad albeggiare, e cosi vedemmo finalmente la cresta che come ci aspettavamo era completamente imbiancata, capimmo subito che la salita sarebbe stata più lenta del previsto, da adesso in avanti avremmo dovuto calzare sempre i ramponi.

Ero veramente felice, finalmente iniziava la cresta Signal, una via che avevo desiderato salire tante volte.

la signal ci dal il benvenuto

Dal Resegotti in avanti il percorso è magico, passo dopo passo percorri la cresta spartiacque tra il versante sud e il versante est. Sopra di noi, i Gendarmi, ancora distanti. Man mano che salivi, la quota iniziava a sentirsi, anche a causa dello sbalzo di quota fatto in poche ore, il mio passo era più lento.

cresta signal con neve fresca

Neve fresca sulla cresta signal

 

Sbucammo da un breve risalto, davanti a noi una placca decisamente bagnata, a sinistra c'era molta neve su pietre instabili, cosi Paolo dovette salire con i ramponi sulle placche.

La salita, si alternava a tratti di ghiaccio a roccia e neve fresca. A destra della cresta si intravede la parete est, stupenda e maestosa.

Intanto guardando verso la parete Est, mi sono venuti in mente i racconti di Zapparoli, alpinista solitario degli anni 50, che sulla parete del monte rosa della valle anzasca fece delle salite meravigliose.

capanna margherita e signal

Cresta Signal vista dalla valle anzasca

 

Proseguendo sulla parte superiore, con quelle condizioni di innevamento, la salita era più complessa e lenta ...

ultimi risalti con il sole

... ma alle 13 eccoci in cima, ero euforico, Anche Paolo era contento, nonostante che quella fosse più della centesima volta che andava in cima al Monte Rosa.

 

Infine vi lascio uno spunto di lettura , il libro che ho letto su Zapparoli