Bosco di Riazzolo

    

Il bosco di Riazzolo situato nel territorio compreso tra i Comuni di Albairate, Cisliano e Corbetta, si estende su una superficie di 65 ettari ed è ciò che rimane a testimonianza dell’originaria foresta planiziale lombarda. 

Si contraddistingue per la dominanza della farnia e del carpino binaco, di meli, ciliegi, aceri, ontani, biancospini, noccioli, cornioli e viburni, nonché per la ricchezza di risorgive e acque palustri e una florida fauna sparsa fra gli alberi. 

Passeggiando per il bosco è possibile incontrare piante e arbusti che erano già ammirabili ai tempi di Virgilio, il quale puntualmente li annoverava fra i versi delle sue Bucoliche. 

La storia del Bosco di Riazzolo si ritrova analizzando il suo toponimo:

  • il termine "riazzoeu" in milanese antico indicava una particolare reticella di caccia impiegata nella cattura di quaglie e altri uccelli silvestri
  • la radice ria- segnala l’uso tipico di questa rete leggera, stesa su fossi e canali a maglie prensili e fini.

Nel periodo compreso tra la dominazione romana e l’alto medioevo i suoi acquitrini furono evidentemente bonificati lasciando spazio alle teste dei fontanili che con le loro aste e canali ne attraversano l’ampio manto ombroso fino a raggiungere e ad irrigare le campagne circostanti.

Fu sito ideale per le antiche caccie viscontee e sforzesche e un luogo protetto probabilmente da specifici editti che lo salvarono dalla progressiva avanzata dei terreni agricoli iniziata fin dai tempi della prima dominazione romana e proseguita nello svolgersi dell’età medievale sotto l’impulso delle istituzioni monastiche benedettine.

Fra il Cinque e il Settecento si avvicendarono diverse proprietà conservative che determinarono una costante diminuzione della superficie totale a vantaggio della graduale espansione dei coltivi. Alla fine del secolo il Bosco divenne di proprietà dello scrittore e diplomatico Carlo Dossi ai cui eredi è oggi affidato l’integrale ripristino dell’assetto originario del bosco su sedici ettari di superficie.

Le opere di recupero del Bosco sono state rese possibili anche grazie all’iniziale contributo della Comunità europea e al successivo sostegno del Parco Agricolo Sud Milano e dei Comuni di Cisliano e Corbetta, attraverso la stipula di specifiche convenzioni.

Il Parco Agricolo Sud Milano ha inoltre classificato il Bosco di Riazzolo pregiata Zona di interesse naturalistico, assieme al vicino Bosco di Cusago appartenente alla medesima tipologia. In queste due ultime superstiti aree silvestri del Basso Milanese il Parco incoraggia interventi di miglioramento volti al ritrovamento dell’assetto originario mediante il contenimento delle specie esotiche introdotte tra la fine del Sette e il principio del Novecento.

La Cascina Forestina organizza visite guidate sia per le scuole che per piccoli gruppi. Diversi sono i percorsi didattici realizzati nel bosco, tra cui il Sentiero Virgiliano

 

 

Bosco di Riazzolo Parco Agricolo Sud