Alta via dei Walser - Val Vogna

    
Percorso di interesse
Ideale per:
Escursionismo
Lunghezza
11, 7 km
Fondo
Sterrato, Sentiero
Difficoltà a piedi
facile
Scarica traccia GPX

Un percorso adatto a tutti, che si snoda attraverso le frazioni Alte della Val Vogna, valle laterale della Valsesia, tra verdi pascoli e antichi insediamenti Walser. Fa parte di una serie di intinerari, realizzati dal Cai di Varallo Sesia, che uniscono trekking e cultura.

Si parte da Ca di janzo, piccola frazione di Riva Valdobbia, situata a 1350 m. Lasciata la macchina all'inizio dell'abitato, inbocchiamo il sentiero 10 1, ben segnalato da alcuni cartelloni esplicativi e ci Inoltriamo nel bel bosco di faggi ed abeti fino ad arrivare ad i prati sottostanti a Selveglio (1535 m).

Il sentiero ora si dirama in due, sulla destra sale verso Cima Mutta e a sinistra entra nell'abitato 2 . Inoltrandoci tra le case incontriamo la secentesca cappella di Sant’Antonio, la cappella ad edicola della Madonna del Carmine con il tetto a piode e il campanile di fine 700 e una bella fontana in larice, ancora in uso. All'uscita del paese troviamo invece la chiesetta di San Defendente 3 , eretta dai valligiani sfuggiti alla peste del 1630, interessante per le tre meridiane d’inizio 1800, opera di G. Carestia.

Continuiamo a percorrere il sentiero leggermente odulato, che offre ampi scorci panoramici sulla valle sottostante e dopo aver attraversato il Rio Janzo e il Rio Oro, arriviamo ai pascoli alle spalle di Oro (1500 m) 4 .

Del borgo originale rimangono solo otto case scampate ad un terribile incendio che lo devastò nel 1913. Il forno del pane, la fontana con le due vasche in larice ed il tetto di piode e l'oratorio dedicato a San Lorenzo 5 , sono ancora ben conservate. Sulla sinistra della chiesetta, costeggiando i prati, sale la variante di sentiero che scende diretta a Ca' di Janzo.

Proseguimo a destra sulla mulattiera che costeggia l'abitato. Le belle baite di legno e pietra sono decorate con fiori variopinti e guardano sulla valle sottostante ed il torrente Vogna. Lasciato Oro, il sentiero scende leggermente, attraversa il Rio Sasso per poi risalire tra un bel bosco di abeti, fino a giungere all'abitato di Ca' Vescovo (1466 m) 6 , composto da soli 5 edifici in legno, che dominano la frazione di Sant'Antonio.

Lasciata la frazione alle nostre spalle, tra pascoli e boschi di betulle raggiungiamo la frazione di Rabernardo 7 (1453 m), la frazione più grande composta da 15 case, una cappella dedicata alla Madonna della neve, tre forni per il pane e tre fontane, tutto in buono stato di conservazione. Qui si trova il Museo Etnografico, fondato dal cav. Carlo Locca gestito dalla figlia Roberta e il marito, Bruno. Nei fine settimana di luglio e agosto è possibile visitarlo.

Il nostro intineraio ora prosegue tra boschi di frassini e dolci prati, verso Canbiaveto (1507 m), dove sono rimaste solo due case e Piane, frazione costituita da due nuclei distinti di case, Piane di Sopra  (1511 m) e Piane di Sotto (1480 m) abitata tutto l'anno da 8 persone. Qui è possibile osservare il paravalanghe in pietrame posto a difesa delle abitazioni, risalente al 1500.

Scendiamo infine su comoda mulattiera a Peccia (1449 m), l'ultima frazione della valle, che più volte è stata devastato dalle valanghe. All'inizio dell'abitato troviamo sulla destra una bella fontana e sulla sinistra una delle tipiche baite con il loggiato carico di vasi dai fiori multicolori, che offre uno stupendo scorcio fotografico. Continuando a salire, su di un dosso troviamo la Chiesa di San Grato con un alto campanile, dove termina il nostro percorso.

Il ritorno si svolge attraverso le frazioni "basse", percorrendo la sterrata che porta a Sant'Antonio (1380 m) e poi il pezzo di strada asfaltata che attraversa Cà Verno, Cà Morca e Cà Piacentino fino a giungere a Cà di Janzo.