Naviglio Sforzesco

    

Il naviglio Sforzesco nasce dal Ticino a Trecate e scorre in direzione Sud bagnando i territori di Cerano, Cassolnovo e Vigevano, dove alimenta una centrale idroelettrica per poi dividersi in due rami: uno che ritorna al fiume Ticino e l'altro che invece si esaurisce disperdendosi in rogge irrigue nella campagna della Lomellina.

Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, il Comune di Vigevano diede l'avvio alla costruzione di un naviglio derivato dal Ticino presso Romentino, detto appunto Naviglio di Vigevano. Il Canale, denominato allora Naviglio sforzesco, venne terminato nel 1480 da Lodovico il Moro e donato, in unione ai terreni costituenti la tenuta sforzesca di Vigevano, ai religiosi di S. Maria delle Grazie nel 1498.

Nel 1466 infatti Francesco Sforza concesse licenza ad Agostino Beccaria di derivare una roggia dal Ticino in prossimità di Vigevano, per condurla nei suoi possedimenti di Borgo San Siro.
Alla morte del Beccaria la roggia, denominata Castellana, passò per successione all'Ospedale S. Matteo di Pavia, a cui venne riconfermata da Bona e Galeazzo Maria Sforza nel 1479.

Successivamente prolungata lungo un percorso di circa 30 chilometri e con una portata di competenza pari a 9,8 mc/sec, irriga oggi buona parte dei terreni vallivi latistanti la sponda destra del Ticino, dal territorio di Vigevano fino a quello di S. Martino Siccomario in prossimità di Pavia.

Immediatamente a valle è sostenuta da una serie di filarole realizzate in materiale sciolto, grazie anche alle risorgenze presenti in alveo, defluisce costantemente una portata ben superiore a 20 mc/sec, che a Bereguardo cresce sino al oltre 50 mc/sec.