Oleggio

    
Provincia
Novara
CAP
28047

Oleggio (Olegg in piemontese, Vlesg in lombardo) è un comune della provincia di Novara. Il centro dell'abitato sorge su un modesto rilievo collinare dominante la piana circostante; sul versante orientale, dove il pendio è particolarmente ripido, sono ancora visibili i resti dei bastioni di epoca medioevale.

È un comune principalmente agricolo dedito alla produzione di mais e cereali oltre che di vino; è infatti incluso nel territorio della DOC Colline Novaresi. Oleggio rappresenta inoltre la più importante realtà provinciale nel campo dell'allevamento bovino e nella produzione di latte contribuendo al 24% di tutta la produzione provinciale. Il 30 aprile 2010 è stata ufficializzata la nomina a "Città del latte".[3]

La città dal 1951 è sede di un importante carnevale.

Storia

Dopo essere stato territorio abitato da tribù di origine ligure e poi celtica, Oleggio fu parte della Gallia Transpadana. La forma della città deriva dalla limitatio romana, con la particolarità che il reticolo di base è inclinato per rendere il cardo parallelo al corso del fiume Ticino ed adattarsi meglio alle caratteristiche del territorio.

Dopo il periodo di presenza romano, attestato da vari ritrovamenti archeologici, seguì una dominazione longobarda (anch’essa testimoniata da ritrovamenti archeologici). Al periodo delle razzie di Ungari e Saraceninell’Italia settentrionale si fa risalire la costruzione in Oleggio di un castello la cui presenza è menzionata in un documento dell’aprile del 982, conservato a Novara e che recita: «in loco et fundo Olegio pecia terre prope vico et vinea nominantur subtus monte et prope castro»[4].

Dopo essere stata parte del Sacro Romano Impero, la città conobbe la dominazione dei Conti di Biandrate e quindi quella di Novara. Durante il XIII secolo a Oleggio venne conferita la dignità di burgum e secondo gli Statuti del 1272la città, dotata di mura, doveva tenere continuamente aggiornati i confini della propria giurisdizione. Nel 1301 Oleggio fu occupata per conto di Galeazzo Visconti e in questo periodo furono costruite le mura viscontee, che seguivano il tracciato dell'antico vallo romano. Dopo la dominazione viscontea, la città si affrancò da Novara e divenne comune autonomo, pur nella sfera del dominio degli Sforza.

Già alla metà del XV secolo Oleggio era ritenuto il “borgo più popoloso e ricco del medio novarese”; dal 1456venne infeudato e dal 1477 venne assegnato al conte Giovanni Attendolo Bolognino, castellano della rocca diPavia. La sua famiglia mantenne tale potere fino all’Ottocento, mentre al comune rimanevano la proprietà del porto sul Ticino e i diritti di mercato.

Le complesse vicende internazionali del Quattrocento e del Cinquecento toccarono direttamente Oleggio quando nel 1513 gli Svizzeri si accamparono in città per andare a combattere l’esercito francese in località Ariotta. Dal1527 il Ducato di Milano fu occupato dagli Spagnoli e con esso il Novarese. Durante la presenza spagnola Oleggio subì continui prelievi fiscali, imposti sia alla città sia al contado che essa amministrava.

Durante la Guerra dei trent'anni e la cosiddetta “Seconda guerra per il Monferrato”, ovvero la contesa per la successione del Ducato di Mantova e del Monferrato che si svolse tra 1627 e 1631, il territorio di Oleggio e il novarese in generale furono un importante obiettivo strategico in quanto rappresentavano significativi punti di passaggio per i valichi alpini. Per questo Oleggio fu una delle zone di maggiore asprezza del conflitto.

Nonostante le continue incursioni di truppe sabaude, tuttavia, la città vide un rilevante sviluppo frutto della felice posizione geografica (snodo del traffico di merci da e per Milano grazie al suo porto permanente sul Ticino) e allo svolgersi del mercato del lunedì, che attirava compratori anche da zone lontane ed era fondamentale punto di incontro commerciale, soprattutto nel campo del bestiame. Contribuirono inoltre la presenza di un gran numero di mulini, le vaste aree boschive e l’efficace sistema di irrigazione.

In seguito agli accordi del Trattato di Aquisgrana Novara e il suo contado, ivi compreso Oleggio, passarono ai Savoia.

La nascita della Repubblica Cisalpina vide la creazione del Dipartimento dell’Agogna: dei diciannove distretti che lo componevano, quello di Novara comprendeva anche Oleggio. Con la Restaurazione, nel 1814, il Novarese e Oleggio tornarono ai Savoia.

Nel 1858 circa fu inaugurato il tratto ferroviario che congiungeva Novara ad Arona, passando per Oleggio: questo segnò positivamente lo sviluppo della città e facilitò ulteriormente gli scambi commerciali. 

Origine del nome

Le ipotesi sull'origine del nome Oleggio sono varie. Secondo lo storico Antonio Rusconi, Oleggio deriverebbe da Olesin che significa "collina sul Ticino" (ol = collina, esin = il fiume). Altri ipotizzano che il nome derivi da V Legio (in latino Quinta Legione), che nel dialetto sarebbe diventato Vlegio e poi Oleggio. Studi recenti indicano come origine la parola ulivetum, oliveto: nella zona infatti all’epoca erano presenti molti ulivi. Si tratta tuttavia di ipotesi che non hanno ancora trovato alcuna prova definitiva.[5]

Il secondo nome con cui la città è talvolta indicata, Scarulfo, viene da alcuni fatto risalire al fatto che la città fu sede, in età longobarda, di uno scario (un funzionario reale), anche se molto probabilmente deriva dal nome proprio di un duca longobardo.[6]

Oleggio - Piccola Grande Italia